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Sia "Le Voci di Nike" che "Dolce Fiele"  sono articolati in VOCI anziché capitoli, perché ogni pagina di questo libro è animata da voci suadenti che sibillano nell'aria.
ESTRATTO DOLCE FIELE

PRIMA VOCE- Dolce Fiele

Si voltò di scatto, scostando le coperte. Era di nuovo solo, era di nuovo notte, non c'era neve né impronte fresche. Neppure lei.
La sveglia segnava le quattro e mezza del mattino, e fu con un grugnito che Kaspar rispose al telefono.
"Sono solo voci morte" sussurrò una voce distorta.
Ma un rumore dalla cucina attirò la sua attenzione.
“Chi c'è?” urlò abbandonando la cornetta.
Non era il rumore dei termosifoni che si raffreddavano, né vicini indolenti che non conoscevano le buone maniere. Erano urla di dolore e ossa che si spezzano.
Scalzo, Kaspar rasentò lentamente il muro, ma quando si tuffò in cucina, venne accecato dal sole pomeridiano.
“Oh, scusami amore” borbottò Nike, imbronciata.
Era china per terra, con i capelli sciolti e la maglietta colorata che tanto amava mettersi quando era in vena di faccende. Stava raccogliendo coltelli insanguinati e nastri spezzati in un prato così verde da far male agli occhi.
“Sono proprio un disastro oggi” borbottò lei.
Kaspar si concesse ancora qualche istante per ammirare la sua piccola dolcezza e l'ombra che il suo corpo delineava sulle piastrelle della cucina, scura come la terra di una tomba. Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, neppure ora che le sue dita raschiavano bianche la terra, come se stessero scavando la sua stessa fossa.
Ancora il telefono e il suo incessante squillare.
Nicole si alzò lentamente, con i piedi nudi che affondavano nella terra brulla.
“Riesci a sentirle?”
Kaspar scosse la testa, confuso:
“Ma che...”
Ancora il telefono e quella voce che chiedeva di essere trovata.
Da qualche parte una finestra si spalancò, portando una voce disperata:
"Riesci a sentirle?"
Nicole gli era dietro, avvolgendolo con le mani pallide e fredde:
“Svegliati”.>>

 

"Six are the ribbons for all the senses,One for the sight which gets us to crawl.

Six are the ribbons for all the senses,One for the music corrupting our ways

Six are the ribbons for all the senses,One for the cold floor inside our homes.

Six are the ribbons for all the senses,One for the sour flavour of fall

Six are the ribbons for all the senses, One for the mighty fragrance of death

In the beating of the heart."

(Nowhere, 6000 LIVES)

 

 

 

 

 

 

 

ESTRATTO LE VOCI di NIKE

 

 

 

 

 

 

"but was gloomy the mind,

was gloomy the land,

a silent laughter of death

covered things I once touched"

(Night Flight, Frost Kiss)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROLOGO- Le Voci di Nike

La vecchia camminava da tempo immemorabile.

“Un colpo secco, null’altro.”

I piedi nudi accarezzavano l’erba profumata, ma il suo corpo non pareva nemmeno accorgersene: con la schiena curva, i capelli spenti e la pelle avvizzita, la donna dava l’impressione di portare sulle spalle una stanchezza inumana; aveva gli arti intorpiditi dal freddo, eppure continuava a camminare, guidata solamente dall’inerzia dei propri passi.

 

Era bastato il suono di un respiro spezzato, e quella stessa

notte, tutto era morto. Ancora una volta, tutto era morto.

In pochi, impalpabili istanti, nuvole nere avevano preso il posto dell’astro celeste, nuvole colme di lacrime e urla, perché di lì a poco si sarebbe scatenato il dolore del cielo.

 

Così, nell’attesa di un temporale senza fine, curvati dal vento e da grida lontane, i rami della foresta graffiarono il cielo, in cerca di perdono.

 

La terra iniziò a tremare, spaccandosi nei punti in cui l’incantesimo la rendeva più brulla, e dalle sue viscere si sparse nell’aria ferma un odore di morte, dolce come il miele e pungente come le spine di una rosa.

Il canto magico si diffondeva, penetrando in ogni foglia e facendo appassire l’intera radura. Da un albero passava al successivo e così fino alla vecchia.

 

Camminava senza sapere dove andare, guidata dal vento che le accarez3zava le braccia. E dal canto.

Un passo ancora e finalmente riconobbe il luogo dove si trovava.

 

Ogni maledetta volta tornava proprio lì, da lui.

 

Una folata di vento le accarezzò i lunghi capelli, facendo volteggiare il sottile nastro di seta rossa legato al polso.

 

Una smorfia, forse di malinconia, si dipinse su quel volto

vecchio e stanco, ma quando le labbra si piegarono in un sorriso, per un istante una scintilla di nuova vita parve illuminare gli occhi spenti.

 

Anche qualcun altro aveva sentito il canto sussurrato all’aria del cielo notturno: quando il principe Nabil si allontanò incuriosito dalla sua tenda, nelle mani della vecchia comparve una sottile lama d’argento.

"Non è mai nato"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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"DOLCE FIELE", il secondo capitolo della saga "Le Voci di Nike"